Per la liberalizzazione dell’adozione di libri di testo
Venerdì, Febbraio 3rd, 2012Garamond ha creato su Facebook un gruppo aperto che sostiene l’abolizione della norma che rende obbligatoria l’adozione dei libri di testo nella scuola italiana.
Non sono infatti maturi i tempi per liberalizzare anche questo settore?
E’ una nicchia di mercato protetto, in mano per la maggior parte a tre o quattro gruppi editoriali (Mondadori, Rcs, Pearson-Paravia, Zanichelli, De Agostini…) che costa ogni anno circa 800 milioni di euro alle famiglie italiane, in contanti, per l’acquisto di libri a stampa, di cui mediamente si usa non piu’ di un terzo o della metà durante l’anno e che l’anno seguente non sono più utilizzabili nemmeno come usato, per via delle cosiddette “nuove edizioni”…
Secondo un’indagine di qualche anno fa, fatto 100 la spesa degli italiani per i libri di scuola, la situazione negli altri paesi europei vede
la Danimarca a 92
la Svezia a 81
l’Olanda a 72
la Spagna a 67
la Francia a 57
la Finlandia a 55
l’Austria a 51
la Svizzera a 34
la Germania a 22
l’Inghilterra a 21
Forse anche da noi si può risparmiare qualcosa…
Forse fra tanti cartelli e concentrazioni, anche in questo settore qualcosa a cambiare c’è, no? L’abbondante disponibilità di contenuti didattici digitali in rete rende del tutto superata l’idea di disporre di una sola fonte e una sola voce per un anno o anche un triennio intero, quando l’educazione critica si fonda proprio sulla possibilità di confrontarsi con una pluralità di idee, di stili e di possibili esposizioni.
Quanti contenuti didattici digitali, multimediali e interattivi, potrebbero essere prodotti, in italiano, da produttori italiani, con la metà della metà della metà dell’enorme cifra (ripeto, 800 milioni di euro!) che ogni anno si spende per i vecchi libri su carta, ogni anno spacciati per nuovi?
Chi aderisce a questa campagna - iscrivendosi al gruppo Facebook o in altro modo - ritiene che sia necessario potenziare le forme collaborative di costruzione della conoscenza, lo sviluppo di una cultura intesa come bene comune, e la diffusione dei contenuti digitali aperti, superando la logica del copyright che difende e tutela solo i grandi gruppi editoriali e le loro rendite di posizione.
Se condividi queste posizioni, diffondi la conoscenza del gruppo ed invita i tuoi amici ad iscriversi, sperando che - aggregando consensi - si possa insieme contribuire al superamento di un sistema tanto vecchio quanto inefficiente, costoso e protettivo solo di rendite di posizione dei soliti noti.
La discussione è aperta.
