Cambiamo la scuola? Piattaforma di discussione per la redazione di un documento condiviso.

Pubblicato il 20 Giugno 2011 da Agostino Quadrino in Appunti |

CAMBIAMO LA SCUOLA?

5 proposte per rinnovare la scuola italiana

 

Piattaforma di discussione per la redazione di un documento condiviso (*). Per partecipare alla discussione si può aderire alla pagina Facebook “Cambiamo la scuola?”, mentre per contribuire direttamente alla redazione collaborativa del testo del documento ci si può iscrivere al gruppo Fb “Cambiamo la scuola?”, oltre che - ovvi8amente - postare liberamente commenti su questo Blog.

1. STUDENTI

  1. Innalzamento obbligo scolastico a 18 anni
  2. Alternanza scuola lavoro o esperienza estero per alunni 4° anno superiori (stage estivo in aziende, laboratori o sedi lavorative estere)
  3. Finanziamento statale per tutti per acquisto di strumenti digitali personali (PC, tablet, palmare, lettore ebook ecc.)
  4. Creazione di un profilo individuale dell’alunno da pubblicare online, dotato di indicazioni quantitative e qualitative sull’impegno e sui risultati, e della documentazione delle personali inclinazioni e qualità, con abolizione delle bocciature e del sistema dei crediti e debiti

2. DOCENTI

  1. Adeguamento retribuzioni docenti, su base media europea, da raggiungere progressivamente in 5 anni
  2. Turn over, con pensionamento o attribuzione ad altro incarico agli insegnanti over 55 e relativa immissione in ruolo dei 30enni. Diversificazione incarichi e ruoli, non solo di docenza, con riconoscimento retributivo dell’impegno aggiuntivo
  3. Piano di riqualificazione professionale, con corsi di aggiornamento retribuiti dall’amministrazione. Defiscalizzazione per spese in libri, musica, cinema, teatro, contenuti digitali, riviste e altre risorse culturali
  4. Incentivazione economica e di carriera per i docenti che si sottopongono volontariamente a valutazioni qualitative della loro azione, incluse alcune forme di “rating” sociale di studenti e famiglie

3. DISCIPLINE

  1. Riduzione cicli da tre a due (primario e secondario, di sei anni ciascuno) e ridefinizione piani di studio per primarie e secondarie, nella prospettiva europea della società della conoscenza
  2. Potenziamento lingua inglese, dal primo all’ultimo anno di scuola, con docenti madrelingua e/o esperienze di condivisione in rete. Potenziamento della cultura musicale, dei temi ambientali e del diritto/educazione civica.
  3. Studio di una lingua di immigrazione (arabo, rumeno o cinese) per facilitare integrazione multiculturale.
  4. Ridefinizione degli obiettivi di apprendimento, puntando ad un graduale passaggio dalla didattica per argomenti alla didattica per competenze e a quella centrata sui problemi.
  5. Conversione del modello di apprendimento dal tipo “riproduttivo” a quello “creativo”, più coerente con le esigenze della società della conoscenza e le forme della comunicazione orizzontale, collaborativa e di Rete.

4. STRUTTURE

  1. Abbassamento limite massimo di alunni per classe a 25 unità, garantendo assistenza e sostegno a tutti i diversamente abili
  2. Potenziamento e rinnovamento di laboratori scientifici, musicali, tecnici. Ampliamento delle biblioteche e mediateche di istituto
  3. Superamento del concetto di classe (spazio chiuso) in funzione della prospettiva della scuola aperta e “senza pareti”
  4. Accesso wireless garantito in tutti gli spazi della scuola e negli spazi pubblici inerenti o adiacenti alla scuola. Dotazione di computer connesso alla rete, proiettore e LIM in ogni spazio didattico
  5. Adeguamento impianti sportivi e palestre e piano quinquennale di verifica sicurezza stabili e impianti

5. DIDATTICA

  1. Apertura delle “classi” ad una pluralità di esperienze didattiche con altri alunni dello stesso istituto e di altre scuole, con gemellaggio europeo o mediterraneo di ogni istituto, sviluppato e coltivato in rete
  2. Scansione della giornata scolastica in tempo di lezione, tempo di laboratorio aperto, tempo di studio individuale e di gruppo interclasse
  3. Valutazioni non solo individuali ma di gruppo, per incentivare lo stile collaborativo di studio e apprendimento, al fine di educare alla cooperazione e alla condivisione delle conoscenze, andando oltre la logica della competizione e della selezione individuale
  4. Sviluppo della conoscenza come bene comune, superando l’idea del sapere come proprietà privata di chi distribuisce contenuti didattici. Abolizione libro di testo in adozione, e promozione della costruzione collaborativa, pluralistica e condivisa della conoscenza.
  5. Introduzione di strumenti digitali di rete per la didattica anche a distanza e in mobilità (elearning, e-portfolio, podcast didattici ecc)

(*) Il documento qui presentato è frutto di una discussione preliminare promossa da Agostino Quadrino e dal team di Garamond, con i contributi di Mario Rotta, Paolo Quadrino, Serena Fusco, Paola Ricci, Gianni Del Bufalo, Anna Tigli e Federica Sargolini

12 Responses to “Cambiamo la scuola? Piattaforma di discussione per la redazione di un documento condiviso.”

  1. maria antonietta laquintana Says:

    Buongiorno a tutti,
    generalmente non amo scrivere in questi forum, ma il vostro invito a sottoscrivere questa proposta ha stuzzicato la mia “penna”.
    Premetto che ho deciso di aderire a questa proposta, ma non prima di aver espresso il mio pensiero.
    Francamente credo che qualsiasi insegnante sia pronto a sottoscrivere non una, ma mille volte questo genere di proposte….ma, francamente, ritengo che oltre che utopistica (e questo ci sta, perchè se uno continua ad insegnare, può farlo solo con la forza dei sogni) sia un pò demagogica (e questo non ci sta).
    Sono anni che ci battiamo per obiettivi ben più bassi nella nostra quotidianità. Non parlo con amarezza, nè con rassegnazione, ma con la realtà dei fatti. E troppo semplicistico sarebbe rispondere che i cambiamenti avvengono grazie proprio alla forza di alcuni che hanno il coraggio di dire la loro, perchè sappiamo tutti molto bene che le scelte che guidano i governi del nostro tempo sono dettate solo da grandi poteri economici. E nei loro piani la scuola non c’è, se non in termini di tagli e risparmio.
    Certo, dobbiamo continuare a crederci, e questo - come già detto in premessa - lo facciamo quotidianamente, perchè altrimenti avremmo gettato la spugna da tempo…
    Vedo due grandi “pericoli” in questa proposta:
    1) la società, in senso largo, non è contemplata. E’ un dato di fatto che questo tipo di proposta - non essendo appunto espressione di alcun potere economicamente forte - può avere “speranza” di essere preso in considerazione solo se socialmente condiviso. Il supporto del mondo intorno a noi è momento essenziale in un passaggio di questo genere, ma non so se esso è pronto a sostenere questa battaglia, e ci sarebbero svariati motivi di analisi e lettura dei perchè.
    2) che vengano accolti solo alcuni punti, delle proposte fatte, e che come al solito, sia una proposta a metà, svilita nelle sue motivazioni e della sua intenzionalità. Questo è il pericolo maggiore, perchè rischieremmo di essere ancora una volta strumentalizzati (vedi nuovo business intorno all’e-learning ad esempio).
    Pur essendo tecnicamente pronta a questo salto di qualità, la nostra società manca di una serie di passaggi intermedi attuati in altri paesi, che sono premessa indispensabile ed imprescindibile affinchè una proposta da essere utopia si trasformi in un sogno che diventa realtà.
    A presto
    maria antonietta laquintana

  2. CRISTIAN M. Says:

    Così com’è la lettera quadro, non sembra male.
    Nel paragrafo studenti aggingerei:
    - No alle classi pollaio: numero massimo 20 alunni. lA VOSTRA PROPOSTA DI 25 E’ INACETTABILE. Provate voi a lavorare bene, praticamente da soli in una prima elementare, magari con 6/7 stranieri, alcuni dei quali non parlano italiano, con questi numeri. Io ho provato quest’anno ne avevo 23 di cui 4 stranieri. DA IMPAZZIRE.
    - Ogni istituto deve dotarsi di psicologo, infermeria e un “vero” responsabile per le emergenze. Inoltre sarebbe opportuno che si dotasse di mediatori culturali. Questi ultimi vengono sempre concessi con il contagocce.
    - Incentivare il numero di ore per i sostegni e avere un monte ore settimanale “vero” di compresenza, quando si abbia a che fare con particolari problematiche in classe.

    Nel paragrafo docenti aggingerei:
    - Remunerazione per gli insegnanti perdenti posto che vengono trasferiti d’ufficio (la famosa trasferta) che viene erogata ad altre categorie di lavoratori.
    -Buoni pasto, anche questi già erogati ad altre categorie.
    -Remunerazione per la correzione (non somministrazione) delle prove INVALSI.
    -Cacciare immediatamente la Gelmini.
    -Promozione di un sistema di controllo del lavoro svolto a domicilio: correzione compiti, preparazione lezioni, preparazione materiali multimediali ecc… per eventale remunerazione (visto che i maestri non fanno niente).

    Visto che stiamo ragionando per utopie, ho messo alcune delle cose che, sommate alle vostre ipotesi, potrebbero veramente rendere la scuola migliore, per gli alunni e per chi ci lavora dentro. Sognare non costa nulla no?

  3. CRISTIAN M. Says:

    Scusandomi per qualche errore di battitura, vorrei aggiungere una cosa al commento precedente.
    Per quanto riguarda gli insegnanti di IRC; vera risorsa per la scuola primaria, ma spesso sfruttati e poco considerati, sarebbe bene ridiscutere anche il loro utilizzo.
    Sono insegnanti a pieno diritto e titolo. Perchè allora non fare in modo che abbiano al massimo uno scavalco si due plessi e possano completare l’orario come supporto agli altri colleghi (compresenza)? Ricordiamoci che non ci sono solo grandi suole con due, tre, quattro corsi completi, ma anche le piccole scuole, che costringono gli IRC a pluri-scavalchi da maratoneti, sia della strada che della burocrazia scolastica.
    Srebbero meno stressati loro e meno stressati i loro colleghi “comuni”, che finalmente dovrebbero essere un po’ più educati e sentirsi meno superiori. Lo dico io che sono insegnante “comune” e negli anni ho visto certe cose che se capitassero a me…

  4. pietro Says:

    Ho letto il vostro documento e non ho potuto fare a meno di farmi una sonora risata! (ero in Tram e tutti mi hanno guardato male…). Ma come! Vi mettete davanti ad un tavolo e mettete davanti a questo tavolo fior fiore di professoroni e non ne vien fuori nient’altro che un’accozzaglia di sogni buttati lì senza nemmeno un senso logico e conditi qua e là da ricerca di business mediante l’utilizzo delle TIC…

    Ma siamo seri.

    C’era proprio da attendere questo consorzio di geni per leggere la migliore scuola possibile? E perché allora non aggiungere che nella nuova scuola sarà obbligatorio festeggiare con una grossa torta e un festino il compleanno di ogni alunno e di ogni docente (in orario curriculare, voglio dire!!).

    Mi sembra che ogni progetto, anche quelli più piccoli, anche quelli legati al nostro vivere quotidiano (ad esempio nella nostra famiglia) abbia bisogno certamente di vision, di sogni, di punti di riferimento ma debba sempre poi fare i conti con quello che si ha in portafoglio. Carissimi, avrei bisogno di una cinquantina di migliaia di Euro. Non sono tantissimi. Credo che i componenti del “tavolo tecnico” che ha proposto il documento in epigrafe, siano corretti e consequenziali con il loro scritto e me li inviino. (ci sentiamo via mail per darvi le coordinate bancarie!!).

    Inoltre non si fa proprio alcun cenno alla valutazione. Ma qualcuno di voi ci è mai stato a scuola?
    Chi non fa il proprio dovere, chi bastona i bambini, chi non si prepara, chi….. come la mettiamo? E ce ne sono tanti, tantissimi che semplicemente non seguono le regole, non conoscono le leggi.
    Non si capisce come mai non si possa andare in autostrada contromano ma ci si possa permettere di fare tutto e di più contro le norme nelle istituzioni scolastiche (a scapito magari dei più deboli, degli handicappati, dei disadattati!).

    Mi fermo qui. Non ho certo voglia di scrivere troppo e di annoiarvi. Sono pronto comunque a spiegare meglio il mio pensiero vis a vis se ne avrò l’occasione.

    Cordialmente
    Pietro

  5. Toleman Says:

    Io proporrei un tempo scuola illimitato (visto che bisogna adeguare gli stipendi alla media europea), con attività anche pomeridiane, magari rivolte alla ricerca e sperimentazione, proprio per sviluppare la creatività a cui si fa riferimento nella proposta.

    Il numero di alunni a 25 mi sembra un po alto, direi che 20 alunni per classe andrebbe bene.

  6. pietro Says:

    Cos’è? Accettate solo commenti positivi?
    Come mai non avete ancora approvato il mio intervento?
    Credo che voi abbiate un concetto ben strano di partecipazione e condivisione!!

  7. Rosalba Says:

    Ho letto tutti i punti da voi proposti, ma voglio fare un pochino la voce fuori dal coro, in particolare per quanto riguarda due punti:
    1) turn-over a 55 anni. Complice probabilmente il fatto che nonostante abbia passato i 50 ho due figli al di sotto dei 15 anni che mi tengono abbastanza aggiornata sinceramente mi trovo talmente bene con i ragazzi delle medie che non sarei assolutamente disposta ad un incarico, magari burocratico, che mi allontani dall’insegnamento. Sono sempre a caccia di risorse su web da poter proporre ai ragazzi, anche con la LIM (strumento meraviglioso) e sono contentissima di potermi confrontare con loro.
    Piuttosto proporrei una valutazione, magari fatta dai ragazzi stessi, su come i prof si rapportano con l’intera classe e su come li fanno lavorare; ho visto troppi “insegnanti” entrare in classe e aprire il giornale o farli copiare pagine e pagine senza sprecarsi a spiegare gli argomenti, senza mettersi in discussione, detestando chiaramente la loro professione.
    2) abolizione delle bocciature. Abbiamo già sperimentato il 6 politico, che ha creato una marea di ignoranza e professionisti incapaci. Ho avuto molti esempi di come fermare un ragazzo per permettergli di riascoltare gli argomenti senza dover rincorrere i compagni è servito moltissimo e di contro ho vissuto proprio quest’anno appena passato una situazione in cui aver fatto passare all’anno successivo 5 - 6 ragazzi che non lo meritavano affatto visto che non avevano fatto il minimo sforzo ha demotivato quelli che si erano dati da fare tutto l’anno. Tra l’altro non capisco perché dobbiamo sempre continuare a spianare la strada a questi ragazzi, senza metterli di fronte alle difficoltà che la vita reale riserva. Cosa ha di tanto atroce la bocciatura? Forse noi non ci siamo cresciuti, e direi anche piuttosto bene? Secondo me compito della scuola è anche far vedere la realtà per quella che è, un mondo dove non tutto è dovuto e i traguardi vanno guadagnati.
    Il sistema dei debiti e dei crediti è assurdo, senza dubbio macchinoso e inefficace. Anche in questo caso secondo me occorrerebbe fare un passo indietro e ripristinare, magari modificati, gli esami di riparazione: studiare solo 1 o 2 materie permette di concentrarsi meglio e recuperare. I corsi di recupero dovrebbero però essere fatti da insegnanti diversi da quelli che il ragazzo ha avuto durante l’anno, perché se non era riuscito a capire è meglio che possa ascoltare una spiegazione diversa (al limite si possono incrociare le sezioni)
    Un’altra cosa da abolire assolutamente è la farneticazione Gelminiana che uno studente delle medie possa accedere all’anno successivo solo se ha la sufficienza in tutte le discipline o gruppi di discipline. Prima di tutto la definizione di gruppi non spiega cosa vuol dire, secondariamente da quando c’è questa regola avrebbero dovuto esserci mucchi di ragazzi respinti, mentre questo fortunatamente non è successo perché le scuole non si filano la Gelmini neanche di pezza, e lei fa finta di non accorgersi dell’anomalia che improvvisamente nelle medie sono diventati tutti dei piccoli geni (nonostante l’INVALSI indichi chiaramente che in matematica soprattutto ci sono grossi problemi),
    Altra bella bufala è l’INVALSI, costosissima dalla realizzazione alla somministrazione e poco attendibile; il dubbio che alcune scuole “collaborino” attivamente alla compilazione delle schede non riesce ad abbandonarmi. E che dire dei recenti “disguidi” (più appropriata la parola “disastri”) dell’esame di terza media appena trascorso? Io e una mia collega abbiamo perso 2 giorni a correggere, tabulare e dover rifare tutto il giorno dopo, gratis et amore dei.
    Lo studio di una lingua di immigrazione ben venga, a patto però che sia facoltativa, da scegliere in alternativa alla seconda lingua comunitaria, anche se il cinese secondo me è troppo difficile.
    Il potenziamento dei laboratori sarebbe splendido, ma considerando le condizioni in cui versano la maggior parte degli edifici scolastici credo debbano passare in secondo piano.

  8. luino Says:

    credo che tre anni di insegnamento coatto a chi ha scritto queste proposte sarebbe più che equo

  9. Fort Worth Home Security Says:

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  10. Houston Home Security Says:

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  11. m.grazia Says:

    Condivido quanto viene proposto: è meglio “volare alto” perchè anche abbassandosi un pò non si andrà mai underground.

    C’è bisogno di “aria nuova” a scuola, un’aria che faccia respirare sia i docenti che gli studenti. Inoltre credo che le conquiste si facciano gradualmente e nel quotidiano………se non erro gran parte delle sperimentazioni, in passato, sono partite proprio dalle singole scuole!

    Tempo fa lo studente diplomato “italiano” non sapeva “usare” la lingua seconda, negli ultimi anni molti sono gli studenti che oltre al diploma hanno anche superato esami per le certificazioni della lingua straniera e sanno usarla. Ovviamente la “spinta” a mettersi in gioco deve sempre venire dal docente.

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