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	<title>Commenti a: Libri di testo digitali e Social Learning</title>
	<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/</link>
	<description>Notizie dal Garamondo</description>
	<pubDate>Wed, 16 May 2012 21:24:14 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>di salvatore schirone</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116214</link>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 09:56:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116214</guid>
					<description>carissimo Agostino,

si seguo e ti stimo da quando mi proponesti il tuo primo libro sull'IRC. Mi piacerebbe collaborare con il tuo progetto per creare anche ebook e SL per la mia materia. Ho 25 anni di esperienza di insegnamento di religione negli istituti superiori. Ho realizzato con un mio collega un sito www.oradireligione.it ma mi sono accorto che bisogna seguire la tua strada. Come posso esservi utile? grazie
salvatore schirone</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>carissimo Agostino,</p>
<p>si seguo e ti stimo da quando mi proponesti il tuo primo libro sull&#8217;IRC. Mi piacerebbe collaborare con il tuo progetto per creare anche ebook e SL per la mia materia. Ho 25 anni di esperienza di insegnamento di religione negli istituti superiori. Ho realizzato con un mio collega un sito <a href='http://www.oradireligione.it' rel='nofollow'>www.oradireligione.it</a> ma mi sono accorto che bisogna seguire la tua strada. Come posso esservi utile? grazie<br />
salvatore schirone
</p>
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	<item>
		<title>di Francesco</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116196</link>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 10:59:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116196</guid>
					<description>Avete visto questo progetto?
http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/

Ci sono alcune interviste al coordinatore del progetto veramente illuminanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avete visto questo progetto?<br />
<a href='http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/' rel='nofollow'>http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/</a></p>
<p>Ci sono alcune interviste al coordinatore del progetto veramente illuminanti.
</p>
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	<item>
		<title>di Paola</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116192</link>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 16:13:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116192</guid>
					<description>Penso che sia veramente stimolante poter avere un libro di testo che costruisci giorno per giorno insieme ai tuoi allievi, credo che sarebbe molto più efficace un insegnamento fatto in questo modo. 
Gente, ma se crediamo in una scuola così, dobbiamo necessariamente incentivare i Docenti che cercano di innovarsi ... Lo sapete quanto lavoro richiede questo metodo, rispetto al classico: &quot;studia da pagina a pagina e fai gli esercizi n° ...&quot; più del doppio! E allora?
Mi auguro per i miei  nipotini che si arrivi ai Docenti valutati e quindi pagati per quello che fanno, per quanto si impegnano e quindi lavorano. Mi pare però che siamo moto lontani da questo modo di vedere la scuola e quindi temo che anche se il più piccolo dei nipotini ha 16 mesi sarà difficile che possa accedere ad una scuola così ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che sia veramente stimolante poter avere un libro di testo che costruisci giorno per giorno insieme ai tuoi allievi, credo che sarebbe molto più efficace un insegnamento fatto in questo modo.<br />
Gente, ma se crediamo in una scuola così, dobbiamo necessariamente incentivare i Docenti che cercano di innovarsi &#8230; Lo sapete quanto lavoro richiede questo metodo, rispetto al classico: &#8220;studia da pagina a pagina e fai gli esercizi n° &#8230;&#8221; più del doppio! E allora?<br />
Mi auguro per i miei  nipotini che si arrivi ai Docenti valutati e quindi pagati per quello che fanno, per quanto si impegnano e quindi lavorano. Mi pare però che siamo moto lontani da questo modo di vedere la scuola e quindi temo che anche se il più piccolo dei nipotini ha 16 mesi sarà difficile che possa accedere ad una scuola così &#8230;
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di Agostino Quadrino</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116191</link>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 16:08:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116191</guid>
					<description>Annalisa, hai molte ragioni, ma non riesco a capire - sul piano economico - come tu possa preferire l'attuale sistema che fa spendere alle stesse famiglie che hanno difficoltà a trovare 10 euro, centinaia di euro per libri di testo ogni anno, che poi useranno poco e non potranno nemmeno rivendere. Il digitale non è più costoso: esattamente il contrario, come dimostrano le tante sperimentazioni in paesi non ricchi di America Latina e Africa.
Infine, per la precisione e con tutti il rispetto per l'ottimo Alessandro e per il suo eccellente contributo: il &quot;Social Learning&quot; è una proposta di Garamond, in alternativa proprio al sistema dell'adozione dei libri di testo. Mi fa piacere che ti piaccia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Annalisa, hai molte ragioni, ma non riesco a capire - sul piano economico - come tu possa preferire l&#8217;attuale sistema che fa spendere alle stesse famiglie che hanno difficoltà a trovare 10 euro, centinaia di euro per libri di testo ogni anno, che poi useranno poco e non potranno nemmeno rivendere. Il digitale non è più costoso: esattamente il contrario, come dimostrano le tante sperimentazioni in paesi non ricchi di America Latina e Africa.<br />
Infine, per la precisione e con tutti il rispetto per l&#8217;ottimo Alessandro e per il suo eccellente contributo: il &#8220;Social Learning&#8221; è una proposta di Garamond, in alternativa proprio al sistema dell&#8217;adozione dei libri di testo. Mi fa piacere che ti piaccia.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Annalisa</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116189</link>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 13:21:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116189</guid>
					<description>1)	è possibile (ancora per quest'anno) adottare testi  in versione tradizionale;
2)	il lettore Kindle io sono riuscita a comprarlo dopo 3 anni (tre anni) di risparmio; ho alunni in classe che non riescono a pagare dieci euro di un libro di narrativa, figuriamoci il Kindle; e, se permette, quando io sento dire, con una certa leggerezza, “utilizzando un computer da poche centinaia di euro”, mi domando se siete a conoscenza della povertà di certe dignitose famiglie che non acquistano scarpe da poche decine di euro! (tra parentesi, come insegnante, ho un desktop da cinque anni, e non posso permettermene uno nuovo; mi hanno regalato un netbook due anni fa, ansima ma lavora e di sicuro non posso gettare nemmeno poche centinaia di euro per comprarne uno nuovo)
3)	insegno in una scuola media: l’utilizzo di youtube, Wikipedia e simili non facilitano l’apprendimento, lo rendono soltanto apparentemente più semplice e veloce ma (per ora) del tutto acritico. Io uso blog, classe virtuale, filmati, presentazioni, eccetera, ma lunedì sarò in aula con gli alunni a costruire fisicamente un lap-book (di carta!) per essere certa che tutti capiscano, e facciano, e apprendano.
Ho già fatto notare in altre sedi questa specie di superficialità (del tutto in buona fede) soprattutto intorno al fattore economico della questione; mi è stato risposto che non dobbiamo immobilizzarci e fermarci per questo. Sono d’accordo.
Allora, perché i sindacati non bloccano l’adozione dei libri di testo?
Perché si esaltano le LIM e non si dice che, alla fine, sono inutilizzabili in scuole di centinaia di alunni, dove le aule non hanno collegamento a internet, e magari il proiettore è alle mie spalle (perché deve esser trasportabile, perché quello fisso in alto, bloccato in un’aula sola, non ce lo possiamo permetter), e mi fa costantemente ombra ogni volta che voglio intervenire sullo schermo, ecc.? 
Perché si dà voce a un Grillo che piange sul figliolo dallo zaino pesante, si additano quei cattivoni di insegnanti che pretendono si studi sui libri (orrore!)  e non si dice che bisogna investire nella scuola? Possibile che vent’anni fa l’amministrazione del comune dove insegno fornisse agli alunni i libri in comodato gratuito, con i testi che venivano lasciati a scuola per l’anno successivo, per le nuove classi, e ora il Comune non sostituisce nemmeno le lampadine rotte?
Ho sentito ieri in radio Abravanel vantarsi di avere un’intesa con la Gelmini per una vera rivoluzione nella scuola, non applicabile, ahimè,  causa il momento critico in corso. Ho poi sentito lo stesso Abravanel rimproverare la scuola che non educa i ragazzi alle nuove competenze (in particolare a quella dell’ascolto).
Quindi, se ho capito bene: la Gelmini taglia ore, insegnanti, bidelli, finanziamenti perché il momento è critico. Poi, se io ho 31 alunni in classe, un orario ridotto del 30%, e non riesco a educarli all’ascolto, e non adotto libri digitali, allora la responsabilità è mia.

p.s.: mi piace molto l'idea di un &quot;social learning&quot; aperto, proposto da Alessandro Prunesti; penso solo che la mia classe può usare il laboratorio informatico un'ora la settimana. Però si può provare. Proviamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1)	è possibile (ancora per quest&#8217;anno) adottare testi  in versione tradizionale;<br />
2)	il lettore Kindle io sono riuscita a comprarlo dopo 3 anni (tre anni) di risparmio; ho alunni in classe che non riescono a pagare dieci euro di un libro di narrativa, figuriamoci il Kindle; e, se permette, quando io sento dire, con una certa leggerezza, “utilizzando un computer da poche centinaia di euro”, mi domando se siete a conoscenza della povertà di certe dignitose famiglie che non acquistano scarpe da poche decine di euro! (tra parentesi, come insegnante, ho un desktop da cinque anni, e non posso permettermene uno nuovo; mi hanno regalato un netbook due anni fa, ansima ma lavora e di sicuro non posso gettare nemmeno poche centinaia di euro per comprarne uno nuovo)<br />
3)	insegno in una scuola media: l’utilizzo di youtube, Wikipedia e simili non facilitano l’apprendimento, lo rendono soltanto apparentemente più semplice e veloce ma (per ora) del tutto acritico. Io uso blog, classe virtuale, filmati, presentazioni, eccetera, ma lunedì sarò in aula con gli alunni a costruire fisicamente un lap-book (di carta!) per essere certa che tutti capiscano, e facciano, e apprendano.<br />
Ho già fatto notare in altre sedi questa specie di superficialità (del tutto in buona fede) soprattutto intorno al fattore economico della questione; mi è stato risposto che non dobbiamo immobilizzarci e fermarci per questo. Sono d’accordo.<br />
Allora, perché i sindacati non bloccano l’adozione dei libri di testo?<br />
Perché si esaltano le LIM e non si dice che, alla fine, sono inutilizzabili in scuole di centinaia di alunni, dove le aule non hanno collegamento a internet, e magari il proiettore è alle mie spalle (perché deve esser trasportabile, perché quello fisso in alto, bloccato in un’aula sola, non ce lo possiamo permetter), e mi fa costantemente ombra ogni volta che voglio intervenire sullo schermo, ecc.?<br />
Perché si dà voce a un Grillo che piange sul figliolo dallo zaino pesante, si additano quei cattivoni di insegnanti che pretendono si studi sui libri (orrore!)  e non si dice che bisogna investire nella scuola? Possibile che vent’anni fa l’amministrazione del comune dove insegno fornisse agli alunni i libri in comodato gratuito, con i testi che venivano lasciati a scuola per l’anno successivo, per le nuove classi, e ora il Comune non sostituisce nemmeno le lampadine rotte?<br />
Ho sentito ieri in radio Abravanel vantarsi di avere un’intesa con la Gelmini per una vera rivoluzione nella scuola, non applicabile, ahimè,  causa il momento critico in corso. Ho poi sentito lo stesso Abravanel rimproverare la scuola che non educa i ragazzi alle nuove competenze (in particolare a quella dell’ascolto).<br />
Quindi, se ho capito bene: la Gelmini taglia ore, insegnanti, bidelli, finanziamenti perché il momento è critico. Poi, se io ho 31 alunni in classe, un orario ridotto del 30%, e non riesco a educarli all’ascolto, e non adotto libri digitali, allora la responsabilità è mia.</p>
<p>p.s.: mi piace molto l&#8217;idea di un &#8220;social learning&#8221; aperto, proposto da Alessandro Prunesti; penso solo che la mia classe può usare il laboratorio informatico un&#8217;ora la settimana. Però si può provare. Proviamo.
</p>
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	<item>
		<title>di Alessandro Prunesti</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116181</link>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 21:35:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116181</guid>
					<description>Ciao Agostino,
Sono assolutamente d'accordo con la tua visione dell'apprendimento e del ruolo delle tecnologie digitali per favorire l'innovazione nella scuola.
Non si tratta di promuovere gli e-book, ma di condividere un approccio nuovo, che già tutti i giovani utilizzano quotidianamente: l'apprendimento collaborativo basato su piattaforme di social networking.
Le tecnologie già esistono e sono alla portata di molti; il fattore critico, secondo me, sta nella necessità di far comprendere concretamente i vantaggi del social learning a chi è abituato, da sempre, alla lettura ( e all'apprendimento) analogico.
Occorre concentrare gli sforzi su iniziative concrete, ma a breve termine, in grado di dare risultati capaci di mostrare il valore di queste innovazioni.
Quest'anno l'Italia festeggia un importante anniversario: e se creassimo un progetto di &quot;social learning&quot;, aperto a tutti (non solo al mondo della scuola) concentrato in particolare sui valori e la storia dell'unità d'Italia?
Potrebbe essere una buona occasione per far sperimentare a tutti questo nuovo approccio all'apprendimento condiviso e collaborativo.

La Rete è fatta di persone. Le persone sono motivate a partecipare ad un progetto se possono ricevere in cambio un benefit,o un premio. Magari, chi partecipa al progetto, può ricevere in cambio qualcosa,non necessariamente di natura monetaria. Chris Anderson, nel suo volume &quot;gratis&quot;, fornisce degli spunti interessanti. In particolare, ritengo che un progetto-pilota di social learning possa anzitutto arricchire il &quot;capitale sociale&quot; di chiunque vi partecipi.
Sulla Rete il valore è fornito dalle Relazioni; il social learning può essere l'anello di congiunzione ancora mancante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Agostino,<br />
Sono assolutamente d&#8217;accordo con la tua visione dell&#8217;apprendimento e del ruolo delle tecnologie digitali per favorire l&#8217;innovazione nella scuola.<br />
Non si tratta di promuovere gli e-book, ma di condividere un approccio nuovo, che già tutti i giovani utilizzano quotidianamente: l&#8217;apprendimento collaborativo basato su piattaforme di social networking.<br />
Le tecnologie già esistono e sono alla portata di molti; il fattore critico, secondo me, sta nella necessità di far comprendere concretamente i vantaggi del social learning a chi è abituato, da sempre, alla lettura ( e all&#8217;apprendimento) analogico.<br />
Occorre concentrare gli sforzi su iniziative concrete, ma a breve termine, in grado di dare risultati capaci di mostrare il valore di queste innovazioni.<br />
Quest&#8217;anno l&#8217;Italia festeggia un importante anniversario: e se creassimo un progetto di &#8220;social learning&#8221;, aperto a tutti (non solo al mondo della scuola) concentrato in particolare sui valori e la storia dell&#8217;unità d&#8217;Italia?<br />
Potrebbe essere una buona occasione per far sperimentare a tutti questo nuovo approccio all&#8217;apprendimento condiviso e collaborativo.</p>
<p>La Rete è fatta di persone. Le persone sono motivate a partecipare ad un progetto se possono ricevere in cambio un benefit,o un premio. Magari, chi partecipa al progetto, può ricevere in cambio qualcosa,non necessariamente di natura monetaria. Chris Anderson, nel suo volume &#8220;gratis&#8221;, fornisce degli spunti interessanti. In particolare, ritengo che un progetto-pilota di social learning possa anzitutto arricchire il &#8220;capitale sociale&#8221; di chiunque vi partecipi.<br />
Sulla Rete il valore è fornito dalle Relazioni; il social learning può essere l&#8217;anello di congiunzione ancora mancante.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Alessandro Prunesti</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116182</link>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 21:35:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/18/libri-di-testo-digitali-e-social-learning/#comment-116182</guid>
					<description>Ciao Agostino,
Sono assolutamente d'accordo con la tua visione dell'apprendimento e del ruolo delle tecnologie digitali per favorire l'innovazione nella scuola.
Non si tratta di promuovere gli e-book, ma di condividere un approccio nuovo, che già tutti i giovani utilizzano quotidianamente: l'apprendimento collaborativo basato su piattaforme di social networking.
Le tecnologie già esistono e sono alla portata di molti; il fattore critico, secondo me, sta nella necessità di far comprendere concretamente i vantaggi del social learning a chi è abituato, da sempre, alla lettura ( e all'apprendimento) analogico.
Occorre concentrare gli sforzi su iniziative concrete, ma a breve termine, in grado di dare risultati capaci di mostrare il valore di queste innovazioni.
Quest'anno l'Italia festeggia un importante anniversario: e se creassimo un progetto di &quot;social learning&quot;, aperto a tutti (non solo al mondo della scuola) concentrato in particolare sui valori e la storia dell'unità d'Italia?
Potrebbe essere una buona occasione per far sperimentare a tutti questo nuovo approccio all'apprendimento condiviso e collaborativo.

La Rete è fatta di persone. Le persone sono motivate a partecipare ad un progetto se possono ricevere in cambio un benefit,o un premio. Magari, chi partecipa al progetto, può ricevere in cambio qualcosa,non necessariamente di natura monetaria. Chris Anderson, nel suo volume &quot;gratis&quot;, fornisce degli spunti interessanti. In particolare, ritengo che un progetto-pilota di social learning possa anzitutto arricchire il &quot;capitale sociale&quot; di chiunque vi partecipi.
Sulla Rete il valore è fornito dalle Relazioni; il social learning può essere l'anello di congiunzione ancora mancante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Agostino,<br />
Sono assolutamente d&#8217;accordo con la tua visione dell&#8217;apprendimento e del ruolo delle tecnologie digitali per favorire l&#8217;innovazione nella scuola.<br />
Non si tratta di promuovere gli e-book, ma di condividere un approccio nuovo, che già tutti i giovani utilizzano quotidianamente: l&#8217;apprendimento collaborativo basato su piattaforme di social networking.<br />
Le tecnologie già esistono e sono alla portata di molti; il fattore critico, secondo me, sta nella necessità di far comprendere concretamente i vantaggi del social learning a chi è abituato, da sempre, alla lettura ( e all&#8217;apprendimento) analogico.<br />
Occorre concentrare gli sforzi su iniziative concrete, ma a breve termine, in grado di dare risultati capaci di mostrare il valore di queste innovazioni.<br />
Quest&#8217;anno l&#8217;Italia festeggia un importante anniversario: e se creassimo un progetto di &#8220;social learning&#8221;, aperto a tutti (non solo al mondo della scuola) concentrato in particolare sui valori e la storia dell&#8217;unità d&#8217;Italia?<br />
Potrebbe essere una buona occasione per far sperimentare a tutti questo nuovo approccio all&#8217;apprendimento condiviso e collaborativo.</p>
<p>La Rete è fatta di persone. Le persone sono motivate a partecipare ad un progetto se possono ricevere in cambio un benefit,o un premio. Magari, chi partecipa al progetto, può ricevere in cambio qualcosa,non necessariamente di natura monetaria. Chris Anderson, nel suo volume &#8220;gratis&#8221;, fornisce degli spunti interessanti. In particolare, ritengo che un progetto-pilota di social learning possa anzitutto arricchire il &#8220;capitale sociale&#8221; di chiunque vi partecipi.<br />
Sulla Rete il valore è fornito dalle Relazioni; il social learning può essere l&#8217;anello di congiunzione ancora mancante.
</p>
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