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	<title>Commenti a: Garamond esce dall&#8217;Associazione Italiana Editori</title>
	<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/</link>
	<description>Notizie dal Garamondo</description>
	<pubDate>Wed, 16 May 2012 21:23:29 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>di Annalisa</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116188</link>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 12:47:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116188</guid>
					<description>&quot;&lt;i&gt;Nella stessa tua regione Lombardia ci sono punte di eccellenza a tutti note e situazioni di arretratezza come quella che descrivi &lt;/i&gt; &quot;

Volevo soltanto aggiungere un chiarimento: la mia scuola rientrerebbe nelle punte di eccellenza (ha aule-video, laboratori, insegnanti abituati a lavorare con le nuove tecnologie, ecc.). Eppure i laboratori non bastano per tutti, le aule video sono obsolete, e stamattina una collega ha girato -inutilmente- per quasi un'ora (non sto qui a spiegarvi gli ostacoli) cercando di trovare il modo di fare vedere ai propri alunni i filmati che aveva montato a casa. Stavo poi parlando di utenti, alunni, famiglie, che non possono permettersi le nuove tecnologie.

&lt;i&gt;mobilitare il ministero che imponga alle scuole l’utilizzo non volontario o saltuario o opzionale degli strumenti didattici&lt;/i&gt;

Mi viene da domandare: come?
Come, se abbiamo un ministro che si lamenta di dovere spendere il 93% dei soldi &quot;solo&quot; per pagare gli insegnanti? Così che tutti spalanchino la bocca a dire: Ooooh, quale spreco!, e a nessuno venga in mente di dire: ma come mai l'unico investimento fatto nella scuola è il pagamento di stipendi? Come mai non si investe in niente altro? Come mai, negli ultimi due anni, siamo retrocessi nelle graduatorie internazionali al &lt;/b&gt;penultimo&lt;/b&gt; (!) posto come investimenti nell'istruzione? Come mai la Gelmini promette LIM per tutti e intanto toglie ore e denaro alla scuola pubblica?
E' chiaro che, in questo panorama, continueranno a farla da padrone le grandi case editrici, che possono permettersi di pubblicare i libri cartacei (che sono ancora necessarissimi, e che saranno ancora necessari, come ha accennato Elena Sartori) e di aggiungerci una pezzetta di web o di online o di esercizietti interattivi per essere a posto con la legge.
Legge che, scusate, anche voi editori digitali, a suo tempo, avete salutato come innovativa (senza pensare che una legge che non ha i presupposti per essere applicata diventa poi un boomerang, come appunto sta accadendo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<i>Nella stessa tua regione Lombardia ci sono punte di eccellenza a tutti note e situazioni di arretratezza come quella che descrivi </i> &#8221;</p>
<p>Volevo soltanto aggiungere un chiarimento: la mia scuola rientrerebbe nelle punte di eccellenza (ha aule-video, laboratori, insegnanti abituati a lavorare con le nuove tecnologie, ecc.). Eppure i laboratori non bastano per tutti, le aule video sono obsolete, e stamattina una collega ha girato -inutilmente- per quasi un&#8217;ora (non sto qui a spiegarvi gli ostacoli) cercando di trovare il modo di fare vedere ai propri alunni i filmati che aveva montato a casa. Stavo poi parlando di utenti, alunni, famiglie, che non possono permettersi le nuove tecnologie.</p>
<p><i>mobilitare il ministero che imponga alle scuole l’utilizzo non volontario o saltuario o opzionale degli strumenti didattici</i></p>
<p>Mi viene da domandare: come?<br />
Come, se abbiamo un ministro che si lamenta di dovere spendere il 93% dei soldi &#8220;solo&#8221; per pagare gli insegnanti? Così che tutti spalanchino la bocca a dire: Ooooh, quale spreco!, e a nessuno venga in mente di dire: ma come mai l&#8217;unico investimento fatto nella scuola è il pagamento di stipendi? Come mai non si investe in niente altro? Come mai, negli ultimi due anni, siamo retrocessi nelle graduatorie internazionali al </b>penultimo</b> (!) posto come investimenti nell&#8217;istruzione? Come mai la Gelmini promette LIM per tutti e intanto toglie ore e denaro alla scuola pubblica?<br />
E&#8217; chiaro che, in questo panorama, continueranno a farla da padrone le grandi case editrici, che possono permettersi di pubblicare i libri cartacei (che sono ancora necessarissimi, e che saranno ancora necessari, come ha accennato Elena Sartori) e di aggiungerci una pezzetta di web o di online o di esercizietti interattivi per essere a posto con la legge.<br />
Legge che, scusate, anche voi editori digitali, a suo tempo, avete salutato come innovativa (senza pensare che una legge che non ha i presupposti per essere applicata diventa poi un boomerang, come appunto sta accadendo).
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di francesca Neiviller</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116186</link>
		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 07:30:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116186</guid>
					<description>Ritengo che la vostra iniziativa di creare un social learning sia molto positiva sia per gli alunni che per i docenti che conoscono il mondo digitale, il punto è proprio questo, non sono purtoppo ancora molti quelli che hanno una competenza minima in questo settore che hanno una visione statica  e rigida dell'apprendimento, un po' quella che abbiamo ricevuto noi docenti tra i 40  e i 50 anni.  Pertanto non hanno un'impostazione metodoligica duttile e flessibile che la didattica digitale presuppone. Un'altra problematica sono gli strumenti informatici che sono a disposizione nelle scuole, devo dire poche e anche mal funzionanti, perchè vecchie. Come uscire da questa situazione? Dobbiamo intervenire come operatori della scuola con i diversi ruoli che abbiamo a livello istituzionale, mobilitare il ministero che imponga alle scuole l'utilizzo non volontario o saltuario o opzionale degli strumenti didattici e quindi che  anche  a livello di didattica si debba istituzionalmente applicare la didattica digitale e non in modo opzionale. Io penso che sia necessario perchè gli alunni sono digitali mentre la scuola italiana e i suoi docenti e i suoi metodi e le sue strutture e strumenti no, quindi se non si fa questa rivoluzione e se non si interviene in modo drastico  non andremo da nessuna parte, non ci sarà futuro per la nostra scuola e per la società italina di domani, dobbiamo recuperare questo tempo perduto ed anche in fretta. Quindi ognuno nel proprio ambito e ruolo deve far sentire con forza questa  necessità di cambiamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo che la vostra iniziativa di creare un social learning sia molto positiva sia per gli alunni che per i docenti che conoscono il mondo digitale, il punto è proprio questo, non sono purtoppo ancora molti quelli che hanno una competenza minima in questo settore che hanno una visione statica  e rigida dell&#8217;apprendimento, un po&#8217; quella che abbiamo ricevuto noi docenti tra i 40  e i 50 anni.  Pertanto non hanno un&#8217;impostazione metodoligica duttile e flessibile che la didattica digitale presuppone. Un&#8217;altra problematica sono gli strumenti informatici che sono a disposizione nelle scuole, devo dire poche e anche mal funzionanti, perchè vecchie. Come uscire da questa situazione? Dobbiamo intervenire come operatori della scuola con i diversi ruoli che abbiamo a livello istituzionale, mobilitare il ministero che imponga alle scuole l&#8217;utilizzo non volontario o saltuario o opzionale degli strumenti didattici e quindi che  anche  a livello di didattica si debba istituzionalmente applicare la didattica digitale e non in modo opzionale. Io penso che sia necessario perchè gli alunni sono digitali mentre la scuola italiana e i suoi docenti e i suoi metodi e le sue strutture e strumenti no, quindi se non si fa questa rivoluzione e se non si interviene in modo drastico  non andremo da nessuna parte, non ci sarà futuro per la nostra scuola e per la società italina di domani, dobbiamo recuperare questo tempo perduto ed anche in fretta. Quindi ognuno nel proprio ambito e ruolo deve far sentire con forza questa  necessità di cambiamento.
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di Elena Sartori</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116144</link>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 18:04:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116144</guid>
					<description>Se gli scolari non sapessero usare i libri sarebbe gravissimo; se gli scolari non sapessero utilizzare ebook e banche dati sarebbe altrettanto gravissimo! E' mai possibile che in Italia le cose debbano essere o bianche o nere? Una integrazione delle diverse forme della conoscenza sarebbe, a mio parere, la scelta più saggia e più umana. E' un peccato che non sia così!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se gli scolari non sapessero usare i libri sarebbe gravissimo; se gli scolari non sapessero utilizzare ebook e banche dati sarebbe altrettanto gravissimo! E&#8217; mai possibile che in Italia le cose debbano essere o bianche o nere? Una integrazione delle diverse forme della conoscenza sarebbe, a mio parere, la scelta più saggia e più umana. E&#8217; un peccato che non sia così!
</p>
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	<item>
		<title>di luca menini</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116121</link>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 20:37:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116121</guid>
					<description>Complimenti per il coraggio. Sono convinto che la strada che avete scelto sia quella giusta. Spero che tra qualche anno possiate essere ripagati per questa scelta coraggiosa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per il coraggio. Sono convinto che la strada che avete scelto sia quella giusta. Spero che tra qualche anno possiate essere ripagati per questa scelta coraggiosa.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di M. Fioretti</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116118</link>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 10:09:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116118</guid>
					<description>Ottima iniziativa! Le obiezioni di Annalisa sono validissime. Un modo per superarle c'è, &quot;copiando&quot; da una organizzazione internazionale che sta cercando di produrre ebook per i paesi in via di sviluppo, per scuole e famiglie che non hanno la corrente elettrica, figuriamoci internet e computer. L'ho spiegato qui:

http://stop.zona-m.net/it/2011/02/garamond-e-social-learning-ebook-e-scuola-digitale-per-tutti-si-ma-solo-se/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima iniziativa! Le obiezioni di Annalisa sono validissime. Un modo per superarle c&#8217;è, &#8220;copiando&#8221; da una organizzazione internazionale che sta cercando di produrre ebook per i paesi in via di sviluppo, per scuole e famiglie che non hanno la corrente elettrica, figuriamoci internet e computer. L&#8217;ho spiegato qui:</p>
<p><a href='http://stop.zona-m.net/it/2011/02/garamond-e-social-learning-ebook-e-scuola-digitale-per-tutti-si-ma-solo-se/' rel='nofollow'>http://stop.zona-m.net/it/2011/02/garamond-e-social-learning-ebook-e-scuola-digitale-per-tutti-si-ma-solo-se/</a>
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di Agostino Quadrino</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116115</link>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 11:54:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116115</guid>
					<description>Cara Annalisa,
le questioni che poni sono serie e fondate. La disponibilità di risorse tecnologiche, sia nelle scuole sia a casa, non è omogenea. Nella stessa tua regione Lombardia ci sono punte di eccellenza a tutti note e situazioni di arretratezza come quella che descrivi. E così nelle altre regioni, senza alcuna distinzione.
Il problema è di priorità, di risorse economiche e soprattutto di &quot;politica scolastica&quot; che in Italia - come del resto capita per la &quot;politica industriale - semplicemente non c'è.
Se ci fosse, non si partirebbe dall'acquisto e spedizione a pioggia di LIM, escludendo il fattore fondamentale per una vera innovazione didattica, ovvero i contenuti.
Il punto che poniamo noi è relativo alla statiticità - voluta e redditizia, per qualcuno - dell'editoria scolastica, che conta sulla stessa arretratezza che tu giustamente denunci non però per sollecitare un cambiamento, ma per proteggere e difendere le rendite di posizione che l'attuale mercato bloccato dei libri di testo assicura.
Spero che su questo, un'insegnante attiva, responsabile e innovativa come te, possa essere d'accordo.
Grazie comunque del tuo contributo critico, che ci consente di ampliare ed approfondire il nostro libero e aperto confronto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Annalisa,<br />
le questioni che poni sono serie e fondate. La disponibilità di risorse tecnologiche, sia nelle scuole sia a casa, non è omogenea. Nella stessa tua regione Lombardia ci sono punte di eccellenza a tutti note e situazioni di arretratezza come quella che descrivi. E così nelle altre regioni, senza alcuna distinzione.<br />
Il problema è di priorità, di risorse economiche e soprattutto di &#8220;politica scolastica&#8221; che in Italia - come del resto capita per la &#8220;politica industriale - semplicemente non c&#8217;è.<br />
Se ci fosse, non si partirebbe dall&#8217;acquisto e spedizione a pioggia di LIM, escludendo il fattore fondamentale per una vera innovazione didattica, ovvero i contenuti.<br />
Il punto che poniamo noi è relativo alla statiticità - voluta e redditizia, per qualcuno - dell&#8217;editoria scolastica, che conta sulla stessa arretratezza che tu giustamente denunci non però per sollecitare un cambiamento, ma per proteggere e difendere le rendite di posizione che l&#8217;attuale mercato bloccato dei libri di testo assicura.<br />
Spero che su questo, un&#8217;insegnante attiva, responsabile e innovativa come te, possa essere d&#8217;accordo.<br />
Grazie comunque del tuo contributo critico, che ci consente di ampliare ed approfondire il nostro libero e aperto confronto.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Annalisa</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116107</link>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 10:32:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116107</guid>
					<description>Una lettera degnissima. Una posizione condivisibile, in astratto.
Concretamente, penso invece alla mia classe.
Voi dite che le nuove &quot;&lt;i&gt;pratiche di studio e acquisizione di conoscenza da parte degli studenti dei nostri giorni [...] chiedono contenuti digitali e di rete più che pesanti, rigidi e costosi testi a stampa&lt;/i&gt;&quot;.
Bene. 
E come fruiranno i miei alunni, di questi contenuti digitali e di rete?
&lt;b&gt;Metà classe non ha il computer a casa&lt;/b&gt;.
Della restante metà, otto possono accedere liberamente alla rete, gli altri no.
A scuola, abbiamo due laboratori di informatica con 36 postazioni per un totale di 504 alunni. Il parco macchine dei laboratori è ormai vecchio e obsoleto, ma non abbiamo i soldi per le fotocopie, figuriamoci per dei computer nuovi.
Abbiamo due LIM, in due laboratori, con computer collegati che fanno fatica a gestire il nuovo programma di uso della LIM. E comunque, due LIM sempre per 504 alunni.
Preparo lezioni con filmati, presentazionio, giochi interattivi, poi vado a scuola e il laboratorio è occupato da un'altra classe.
Ho guidato le mie ultime classi a gestire contenuti scolastici ed extrascolastici attraverso l'uso dei blog, ma, quando saliamo in laboratorio, ci troviamo con computer bloccati o lenti e perdiamo l'ora soltanto per cercare di cominciare.
Da anni ci iscriviamo all'attività di Policultura del Politecnico di Milano, ma, sempre per i problemi di cui sopra, mi riduco a radunare tutto il materiale prodotto e a montarlo io a casa.
Ho partecipato al Bookcamp di Fosdinovo dell'altr'anno e ho sentito il signor Quadrino denunciare anche lì la concentrazioni dei tre o quattro grandi gruppi editoriali. Ho sentito parlare di libri digitali e di innovazione.
Condivido tutto, ma faccio di nuovo presente una cosa: non so dove voi vivete, e che reddito avete, e in quali scuole operate; so che la mia è una scuola di eccellenza, nella ricca Lombardia, e se dall'anno prossimo dovessimo usare soltanto contenuti innovativi e digitali, avrei metà classe a piedi.
Tralascio il discorso dell'uso di contenuti solo digitali in alcuni ordini di scuola, perché so che non è questo il punto. Ma quando, in passato, si è inneggiato alla Gelmini che obbligherà le scuole a contenuti digitali (anzi, &lt;b&gt;misti&lt;/b&gt;!, che ridere), qualcuno ha notato che, contemporaneamente, sono stati tolti soldi, risorse, personale e possibilità di innovazione a tutte le scuole?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una lettera degnissima. Una posizione condivisibile, in astratto.<br />
Concretamente, penso invece alla mia classe.<br />
Voi dite che le nuove &#8220;<i>pratiche di studio e acquisizione di conoscenza da parte degli studenti dei nostri giorni [&#8230;] chiedono contenuti digitali e di rete più che pesanti, rigidi e costosi testi a stampa</i>&#8220;.<br />
Bene.<br />
E come fruiranno i miei alunni, di questi contenuti digitali e di rete?<br />
<b>Metà classe non ha il computer a casa</b>.<br />
Della restante metà, otto possono accedere liberamente alla rete, gli altri no.<br />
A scuola, abbiamo due laboratori di informatica con 36 postazioni per un totale di 504 alunni. Il parco macchine dei laboratori è ormai vecchio e obsoleto, ma non abbiamo i soldi per le fotocopie, figuriamoci per dei computer nuovi.<br />
Abbiamo due LIM, in due laboratori, con computer collegati che fanno fatica a gestire il nuovo programma di uso della LIM. E comunque, due LIM sempre per 504 alunni.<br />
Preparo lezioni con filmati, presentazionio, giochi interattivi, poi vado a scuola e il laboratorio è occupato da un&#8217;altra classe.<br />
Ho guidato le mie ultime classi a gestire contenuti scolastici ed extrascolastici attraverso l&#8217;uso dei blog, ma, quando saliamo in laboratorio, ci troviamo con computer bloccati o lenti e perdiamo l&#8217;ora soltanto per cercare di cominciare.<br />
Da anni ci iscriviamo all&#8217;attività di Policultura del Politecnico di Milano, ma, sempre per i problemi di cui sopra, mi riduco a radunare tutto il materiale prodotto e a montarlo io a casa.<br />
Ho partecipato al Bookcamp di Fosdinovo dell&#8217;altr&#8217;anno e ho sentito il signor Quadrino denunciare anche lì la concentrazioni dei tre o quattro grandi gruppi editoriali. Ho sentito parlare di libri digitali e di innovazione.<br />
Condivido tutto, ma faccio di nuovo presente una cosa: non so dove voi vivete, e che reddito avete, e in quali scuole operate; so che la mia è una scuola di eccellenza, nella ricca Lombardia, e se dall&#8217;anno prossimo dovessimo usare soltanto contenuti innovativi e digitali, avrei metà classe a piedi.<br />
Tralascio il discorso dell&#8217;uso di contenuti solo digitali in alcuni ordini di scuola, perché so che non è questo il punto. Ma quando, in passato, si è inneggiato alla Gelmini che obbligherà le scuole a contenuti digitali (anzi, <b>misti</b>!, che ridere), qualcuno ha notato che, contemporaneamente, sono stati tolti soldi, risorse, personale e possibilità di innovazione a tutte le scuole?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Maria Giovanna Garavaglia Massaro</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116106</link>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 08:47:45 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116106</guid>
					<description>Come il solito, oltre che competenti, vi dimostrate seri e coerenti.

Grazie di essere ancora così anche in questo difficile momento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come il solito, oltre che competenti, vi dimostrate seri e coerenti.</p>
<p>Grazie di essere ancora così anche in questo difficile momento.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Marco</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116105</link>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 07:49:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116105</guid>
					<description>Ho letto la dichiarazione sulle motivazioni di uscita dall'AIE che condivido.
La battaglia sull'innovazione è dura e difficile in Italia. La scuola, nel suo complesso,  non ha capito che gli strumenti da mettere a disposizione delle nuove generazioni - i nativi digitali - sono altri. 
La vostra sperimentazione è una delle poche che positivamente sta affrontando il futuro dell'editoria.
Purtroppo quando ci si guarda intorno ci si sente spesso soli.
Ma non credo. Tanti sono i docenti e le strutture che condividono la vostra battaglia. Avere il coraggio di andare avanti con orgoglio permette di sostenere il cambiamento; i frutti ci saranno. 
Sono dalla vostra parte</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto la dichiarazione sulle motivazioni di uscita dall&#8217;AIE che condivido.<br />
La battaglia sull&#8217;innovazione è dura e difficile in Italia. La scuola, nel suo complesso,  non ha capito che gli strumenti da mettere a disposizione delle nuove generazioni - i nativi digitali - sono altri.<br />
La vostra sperimentazione è una delle poche che positivamente sta affrontando il futuro dell&#8217;editoria.<br />
Purtroppo quando ci si guarda intorno ci si sente spesso soli.<br />
Ma non credo. Tanti sono i docenti e le strutture che condividono la vostra battaglia. Avere il coraggio di andare avanti con orgoglio permette di sostenere il cambiamento; i frutti ci saranno.<br />
Sono dalla vostra parte
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Walter</title>
		<link>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116100</link>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 18:23:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.garamond.it/blog/index.php/2011/02/02/garamond-esce-dallassociazione-italiana-editori/#comment-116100</guid>
					<description>condivido pienamente le obiezioni sollevate e le conseguenti posizioni assunte. dovremmo trovare anche il modo di diffondere questa posizione all'interno delle scuole: non condividiamo più i materiali didattici di case editrici conniventi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido pienamente le obiezioni sollevate e le conseguenti posizioni assunte. dovremmo trovare anche il modo di diffondere questa posizione all&#8217;interno delle scuole: non condividiamo più i materiali didattici di case editrici conniventi.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
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