Archive for Febbraio, 2011

Libri di testo digitali e Social Learning

Venerdì, Febbraio 18th, 2011

Ecco una breve presentazione della nuova iniziativa editoriale di Garamond sul fronte dei contenuti didattici: i libri di testo digitali, per un uso collaborativo della rete e per uno studio condiviso e non più solo individuale. Contenuto chiuso e fisso, addio, ora è il tempo del contenuto aperto e mobile.

Ogni commento o contributo di critica e di proposta sarà come sempre il benvenuto. La discussione è aperta.

E sul tema, già un paio di anni fa, Grillo proponeva alcune idee molto chiare

Libri di testo in adozione: addio!

Sabato, Febbraio 5th, 2011

COMUNICATO STAMPA
di Garamond Editoria e Formazione
4 Febbraio 2011

E-Book e contenuti digital per rivoluzionare il settore dei libri di testo.

In Italia ogni anno le famiglie che hanno figli a scuola spendono 700 milioni di Euro per l’acquisto dei libri di testo. Una bella cifra, in contanti, naturalmente. Secondo una ricerca di McKinsey, fatto 100 l’importo speso dalle famiglie italiane per libri di testo, in Olanda si spende 82, in Spagna 67, in Francia 57, in Germania 22 e in Inghilterra 21. Un differenza vistosa e difficile da capire e giustificare.

Non solo: il mercato dei libri di testo soffre di una progressiva concentrazione che vede quattro o cinque gruppi maggiori detenere quasi il 70% delle quote totali (i primi quattro gruppi editoriali - Rcs, Mondadori, Zanichelli, e Pearson Paravia - si dividono circa 100 milioni di Euro ciascuna, all’anno, con quote stabili da 15 anni…), mentre negli anni settanta c’erano almeno dieci gruppi che si ripartivano non più del 50%. Cosa che ha indotto l’AGCOM un paio di anni fa ad aprire un’istruttoria di verifica della fondata ipotesi di accordi “di cartello” fra i gruppi dominanti, a tutto discapito della competitività economica per i consumatori, ovvero le famiglie, che spendono centinaia di euro all’anno, per libri costosi e pesanti che sono di regola utilizzati al 30/50% o anche meno, e che l’anno successivo sono sempre più spesso fuori gioco per via delle cosiddette “nuove edizioni”, che hanno la funzione di renderli invendibili come usato.

Ma con il digitale tutto è già cambiato. Con internet e contenuti in formato elettronico, che sono già in larga misura utilizzati da milioni di studenti tutti i giorni per il loro studio a casa su Wikipedia, Youtube e molti altri social network, la tecnologia favorisce l’accesso a servizi condivisi, a contenuti aperti e ad una molteplicità di materiali che rendono all’utente molto più economico ed efficace l’uso di contenuti in formato digitale, sotto forma di e-book, learning object o contenuti wiki. Far finta di non accorgersene o negare che sia tempo di cambiare l’offerta di contenuti di studio per la scuola è irrazionale e anche - in prospettiva - controproducente per chi vuole continuare a fare l’editore anche al tempo della rete, dell’iPad e del Kindle.

Per questa ragione Garamond - casa editrice di Roma specializzata nelle tecnologie dell’istruzione e nella produzione di contenuti didattici digitali - ha proprio in questi giorni comunicato la sua uscita dall’Associazione Italiana Editori (AIE), struttura che raggruppa la gran parte delle case editrici scolastiche italiane e che rappresenta istituzionalmente gli interessi corporativi delle editrici scolastiche che tendono a perpetuare lo status quo, che peraltro rende assai bene in termini di ricavi, margini e sicurezza di investimenti, garantiti dal fatto di sapere in anticipo quante copie stampare ed avere certezza di continuità di vendite per almeno un triennio.

Garamond al contrario ritiene oramai maturo il tempo di configurare in modalità del tutto innovative l’offerta di contenuti didattici alla scuola italiana, puntando decisamente non solo sul formato digitale (E-Book e Learning Object) ma proponendo l’abbandono del meccanismo del “libro di testo in adozione” a favore di nuove forme di fornitura di servizi alle scuole, basati sull’accesso a piattaforme web e contenuti condivisi, in una logica di accesso alle risorse multimediali immateriali e non più di acquisto di beni materiali, rigidi, pesanti e molto più costosi di un file o di una password. Ha chiamato questa nuova forma di accesso ai contenuti “Social Learning” e lo proporrà alle scuole italiane a partire da quest’anno, in concomitanza con l’entrata in vigore di una recente normativa ministeriale che prescrive alle scuole di adottare esclusivamente “libri di testo” in formato digitale.

Una buona occasione per avviare il cambiamento.

Garamond esce dall’Associazione Italiana Editori

Mercoledì, Febbraio 2nd, 2011

Ecco il testo della lettera raccomandata inviata oggi 2 febbraio 2011 al Presidente dell’AIE, con la quale Garamond annuncia la sua uscita dall’Associazione Italiana Editori.

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Gentile Dott. Polillo,

con la presente, in qualità di titolare e legale rappresentante della casa editrice Garamond di Roma, le comunico la nostra decisione di uscire dalla Associazione Italiana Editori.

Garamond da tempo non si riconosce più nella politica dell’Associazione e nelle modalità di rappresentare le istanze, i valori e gli interessi della specifica categoria di editori di cui Garamond fa parte, ovvero quella degli editori indipendenti ed estranei alle concentrazioni dei tre o quattro grandi gruppi, che sempre più risultano dominanti nel panorama editoriale italiano, soprattutto nel settore scuola in cui operiamo.

In particolare, rilevo la totale difformità di posizione fra quanto espresso in varie sedi da AIE e quanto noi sosteniamo, a proposito delle trasformazioni in atto nel settore dei libri di testo scolastici introdotte dalle recenti normative ministeriali sui testi digitali, ma soprattutto dai cambiamenti effettivi di pratiche di studio e acquisizione di conoscenza da parte degli studenti dei nostri giorni, che chiedono contenuti digitali e di rete più che pesanti, rigidi e costosi testi a stampa.

La società editrice che rappresento è convinta che le posizioni espresse da AIE sul tema siano rappresentative di una sostanziale resistenza al cambiamento, ai fini della difesa di rendite di posizione consolidate nel mercato tradizionale dei libri di testo, in una logica di chiusura all’innovazione e mera tutela di interessi protetti e consolidati di chiara impronta corporativa, in evidente contrasto con la direzione dell’innovazione sociale e gli interessi degli utenti e dei fruitori ultimi del servizio editoriale, ovvero gli studenti stessi degli anni ’10 del nuovo secolo.

Siamo anche fortemente persuasi che sia maturo il tempo per fare un sostanziale salto di qualità nella strutturazione dell’offerta di contenuti didattici, abbandonando il meccanismo del “libro di testo in adozione” che, in un contesto di contenuti immateriali e di rete, a nostro avviso non ha più alcun senso: la tecnologia favorisce l’accesso a servizi condivisi, a contenuti aperti e ad una molteplicità di materiali che rendono all’utente molto più economico ed efficace l’uso di contenuti in formato digitale, sotto forma di e-book, learning object o contenuti wiki. Tutto ciò in una logica di conoscenza come bene comune, in cui è inevitabilmente messo in discussione lo stesso concetto di proprietà privata del contenuti e di copyright nel settore della manualistica didattica, in cui invece le nuove forme di licenze Creative Commons appaiono più rispondenti alle esigenze del settore educativo.

Abbiamo in più occasioni provato a sostenere la tesi della necessità di guardare in faccia al cambiamento in atto prima che sia troppo tardi, avanzando proposte innovative (marketplace di contenuti digitali per le scuole), sollecitando a vari livelli e in varie sedi i responsabili dell’Associazione e i rappresentanti di volta in volta chiamati a partecipare ad incontri con i referenti ministeriali, senza purtroppo riuscire ad ottenere l’attenzione che a nostro avviso tali tematiche imporrebbero.

Pertanto, se l’AIE preferisce restare ferma alla difesa dello status quo, Garamond non si sente più in alcun modo rappresentata dall’Associazione, e preferisce uscire da essa piuttosto che rischiare di uscire dal flusso di cambiamento in atto nella società e nella scuola italiana, cosa che sarebbe senz’altro più grave per noi che basiamo tutta la nostra azione sulla sensibilità e reattività ai cambiamenti tecnologici e culturali in atto nel contesto dell’istruzione e, in generale, della conoscenza.

In un certo senso, dunque, non è Garamond che esce da AIE, ma AIE che esce dalla dinamica del cambiamento e dell’innovazione, preferendo il sicuro mantenimento dell’esistente al rischio che ogni trasformazione comporta. Ma il rischio effettivo più grave, secondo noi, è proprio l’immobilità, che potrebbe rivelarsi nel tempo medio controproducente per chi volesse continuare a fare l’editore anche nella scuola e nella società dei prossimi anni, quando tutti avranno lettori di e-book, iPod e iPad, tablet PC e connessione alla rete in mobilità e always on. E Garamond intende continuare a fare l’editore anche quando carta, inchiostro e magazzini saranno definitivamente soppiantati da reti, bit e formati digitali, ovvero da domani, se non già da oggi.

Pertanto, Garamond esce dall’Associazione Italiana Editori, con decisione irrevocabile e con ogni effetto, a partire dalla data odierna.

La ringrazio dell’attenzione e le porgo il mio più cordiale saluto.

Roma, 2 febbraio 2011

Dott. Agostino Quadrino
Direttore Generale
GARAMOND Editoria e Formazione
ROMA