Quando il Ministero dell’Istruzione invita le aziende a collaborare…
Pubblicato il 27 Gennaio 2011 da Agostino Quadrino in Appunti |Ecco una piccola vicenda che appare tristemente emblematica delle relazioni fra Ministero della Pubblica Istruzione e aziende che operano nel settore delle tecnologie didattiche in Italia.
Come molti dei nostri amici sapranno, il Ministero dell’Istruzione ha promosso un Progetto denominato Cl@ssi 2.0 mirante a finanziare alcune centinaia di scuole - lo scorso anno le medie, da quest’anno anche le primarie e le superiori - in relazione allo sviluppo di progetti di innovazione imperniati proprio sull’adozione e uso di tecnologie digitali e di rete
Bene.
Nello scorso luglio Garamond, insieme a molte altre aziende attive nel settore, è stata invitata a partecipare ad un incontro di presentazione del Progetto presso il Ministero. L’incontro si è tenuto il 28 luglio, condotto dal Direttore Giovanni Biondi e dai dirigenti Fidora e Schietroma. Tutte le aziende presenti (eravamo in molti, oltre 50 aziende rappresentante e un centinaio di persone in sala) sono state invitate a presentare “idee progettuali”, nella volontà espressa “di promuovere una stretta collaborazione tra i settori dell’impresa, della ricerca e dell’educazione, rivolgendo ai presenti l’ invito ad avanzare proposte fortemente innovative che sostengano il processo di cambiamento in corso”.
Bene.
Noi di Garamond, ben lieti di aver ricevuto questo invito a collaborare, abbiamo preso sul serio l’impegno richiesto, mettendoci subito al lavoro e riuscendo ad elaborare ben otto diverse idee progettuali, coinvolgendo le migliori professionalità di riferimento provenienti dal mondo dell’Università (RomaTre, La Sapienza, Politecnico di Torino, Cattolica di Milano, Università di Macerata e di Firenze), dei maggiori esperti di fama nazionale e delle migliori aziende nostre partner nei processi di innovazione educativa. Come richiesto abbiamo inviato entro i termini richiesti (fine di settembre) le schede all’Ufficio della dott.ssa Schietroma, come formalmente richiesto.
Le proposte, su Wiki, videogiochi didattici, podcast educativi, Kindle iPad e ebook, learning object, LIM, Portfolio digitale, TV satellitare ecc. le abbiamo anche rese pubbliche sul nostro sito.
Non avendo ricevuto alcun feedback dagli uffici ministeriali che ci avevano richiesto questo contributo, abbiamo ritenuto opportuno non vanificare tutto lo sforzo progettuale e organizzativo fatto, mettendo lista e contenuti delle proposte a disposizione delle scuole che ne volessero far libero uso nella loro candidatura per il finanziamento.
Bene.
Alcune centinaia di scuole ci hanno contattato in quanto interessate all’una o all’altra delle nostre ipotesi di lavoro e certamente sono state moltissime quelle che le hanno adottate per presentare la loro candidatura.
Bene.
A fine dicembre sono stati comunicati gli elenchi delle scuole risultate selezionate per il finanziamento (non si conoscono i criteri di selezione, né le commissioni che hanno svolto tale compito: il MIUR scrive che sono stati gli Uffici Scolastici Regionali a redigere graduatorie di merito, ma mi risulta che quelli elaborati dagli USR siano stati completamente riformulati dal ministero, secondo quanto mi scrivono alcuni funzionari impegnati su questo fronte…)
Nessuna delle 136 scuole superiori e delle 124 primarie selezionate per il finanziamento risulta essere una di quelle che hanno scelto progetti Garamond. Nessuna.
Non solo, ma nessun dirigente ministeriale ci ha dato un semplice cenno sulla fine che possono aver fatto i nostro otto progetti, da loro stessi richiesti, e che non sappiamo se sono stati considerati insufficienti o poco accreditati rispetto alla qualità di ciò che è stato elaborato dalle 250 scuole risultanti vincitrici della selezione.
Fine della storia.
Come commentare?
Come riuscire a mantenere fiducia e volontà di collaborazione in un contesto burocratico e amministrativo che tratta così le poche aziende che ancora cercano di offrire idee, progetti e proposte di innovazione alla scuola italiana?
Siamo noi ad avere pregiudizi contrari a questo governo e a chi lo rappresenta anche nelle pratiche amministrative, o forse c’è qualcosa che non va nei modi che hanno certi dirigenti di trattare chi lavora onestamente in un settore difficile e complesso, cercando di fare semplicemente del suo meglio e aggregando da venti anni le migliori risorse intellettuali e professionali attive nel campo dell’innovazione educativa?
Cosa altro dovremmo fare solo per continuare a fare il nostro lavoro?
L’amarezza è molta, ma anche stavolta troveremo la forza morale per reagire e riprendere il nostro impegno, con il fondamentale conforto dei tanti docenti e dirigenti che in tanti anni ci hanno conosciuto e ci onorano del loro rispetto e della loro stima.
Certo che è davvero un’impresa titanica lavorare puntando solo sulla qualità delle idee e delle persone, quando i tuoi interlocutori principali adottano certi stili e certi comportamenti, e quando gli effetti di tutto questo non sono altro che progressiva restrizione degli spazi di impresa e delle capacità di investimento, soprattutto se non si è protetti da nessun potere politico, finanziario o relazionale.
Comunque, a chi ci vuole affossare siamo ancora in grado di dire che avrà vita dura: venderemo cara la pelle, potete contarci.
P.S.: Per la cronaca, questi sono i nomi dei docenti universitari e specialisti dell’innovazione didattica che abbiamo coinvolto quali referenti dei nostri otto progetti: Roberto Maragliano (Un. Roma Tre), Giovanni Ragone (Un. La Sapienza), Mario Morcellini (Un. La Sapienza), Pier Giuseppe Rossi (Un. di Macerata), Roberto Trinchero (Politecnico di Torino), Mario Rotta, Vindice Deplano, Paola Frignani, Massimiliano Andreoletti, Giuseppe Granieri, Maurizio Gentile, Giulio Blasi, Raffaele Barberio, Claudia Anselmo. Evidentemente al Ministero hanno ricevuto 250 progetti di maggiore consistenza scientifica, che volentieri vedremmo, se fossero resi pubblici dal MIUR, in modo tale da imparare per la volta prossima come si fa un progetto di qualità e quale livello di competenza si richiede.

28 Gennaio 2011 at 08:04
Tutta la mia solidarietà in questa giusta battaglia contro questo burocratismo dispotico ed asfissiante.Io andrei fino in fondo alla faccenda chiedendo spiegazioni ufficiali e, se del caso ,farei anche un esposto alla magistratura.Continuate e non vi arrendete.Buon LAvoro !
28 Gennaio 2011 at 09:20
Condivido la tua agitazione in merito all’argomento. Sono profondamente amareggiato della situazione che si è venuta a creare. Viste le innumerevoli ingiustizie di questo governo, sono convinto che quella appena capitata alla tua azienda, sia una delle tante che il governo ha nel suo curriculum.
Come hai detto tu, l’unica cosa da fare è continuare il proprio lavoro a testa alta e guardanto in faccia a i ragazzi, cosa che qualche ben pensate con il colletto bianco, non fa, o meglio, guarda in faccia ad altro.
28 Gennaio 2011 at 09:29
Buongiorno, lavoro come editor nella scolastica italiana da molti anni, sono affascinata dal lavoro di innovazione o meglio di sostegno a una possibile innovazione che svolgete ormai da anni. Su la testa quindi, sono sicura che arriveranno i giusti riconoscimenti e le soddisfazioni
28 Gennaio 2011 at 11:09
E’ semplicemente da denunciare … e sopratutto da continuare a lavorare per i ragazzi. Sono loro i destinatari che non meritano di essere abbandonati dai docenti e da chi crede nel valore educativo della scuola e della tecnologia a servizio della autentica educazione. Tutta la mia solidarietà.
28 Gennaio 2011 at 14:12
Buongiorno, sono un’insegnante della scuola primaria , con 30 anni di servizio alle spalle ma sempre pronta a recepire il nuovo nella didattica e nell’educazione.
Sono rimasta sconcertata da quanto letto, ma ancora una volta non si va avanti per merito, non lo si faceva con il governo di sinistra non lo si fa con questo governo…purtroppo da tutte le parti voglionodistruggere la voglia di fare, di rinnovarsi, di aver voglia di lavorare. Ci hanno dato le LIM chi ha avuto voglia di spendere soldi e tempo ha imparato ad usarla a proprie spese, chi non ha avuto voglia di spendere soldi ha la sua bella Lim incartata, imballaaata, a prendere spazio e polvere, prima o poi adrà a far compagnia ai vecchi proiettori, altre cianfrusaglie….questo è quanto si fa per la scuola? per l’istruzione?. Mi spiace ho votato questo governo, ma vedere come si sta riducendo la scuola mi fa veramente male. Il problema grande è che sta togliendo la voglia di lavorare a chi l’ha sempre fatto con serietà e onoestà. Che dirvi…buon lavoro, continuate nei vostri intenti, finchè non vi toglieranno l’ultima briciola di buona volontà.
28 Gennaio 2011 at 18:08
… una delle classi della mia scuola è stata scelta! Tutti i docenti del Consiglio di classe, all’atto della presentazione della candidatura accompagnata da un progetto, hanno presentato un curriculum con le esperienze didattiche, formative, ecc. possedute. Credo che proprio questo fosse uno dei criteri utilizzati …
29 Gennaio 2011 at 07:07
Che dire?
Niente di nuovo, oramai é evidente che solo chi é solidale e fa parte del sistema ottiene le cose a prescindere dal valore delle proposte.
Mi rattrista solo sapere che anche aziende di elevata qualità come Garamond subiscono il trattamento che molte volte noi insegnnati riceviamo nelle selezioni per tutor e/o altro. Esco da poco da una situazione simile per i tutor LIM.
Tutta la mia solidarietà e la speranza che continuate a far comunque sentire la vostra voce.
Cordialmente
Maurizio
29 Gennaio 2011 at 19:01
POVERI ALUNNI: i beneficiari ultimi di queste risorse sono gli studenti. Continueranno a pensare che l’unico modo di utilizzare le nuove tecnologie a scuola sia quello di andare in laboratorio multimediale. La societa’ della comunicazione non sara’ per loro.
POVERI PROFESSORI: vengono mortificati proprio i piu’ intrapendenti e volenterosi che presentano progetti veramente innovativi per una didattica con tv satellitari, e-book … Poveri quei prof che condividono l’idea che “servono piu’ pc possibili”.
POVERI NOI: noi che abbiamo pensato, lavorato ed investito per questo progetto denominato solo sulla carta classi 2.0. Noi che crediamo che il cambiamento nelle metodologie di insegnamento non passi per il solo hardware. Noi che cerchiamo di suggerire alternative e proporre alle scuole nuove idee. Noi che condividiamo queste impressioni, stanchi, ma, per carità, mai domi…
30 Gennaio 2011 at 17:46
insegnante della scuola primaria, in ruolo da pochi anni, dopo le classiche e ben note vicissitudini che affliggono il mondo del precariato nella scuola, mi ritengo di conseguenza fortunata per esserci infine arrivata. Vivo comunque sulla mia pelle quotidianamente la fatica di un ruolo difficile, spesso abbandonato alle buone intenzioni e volontà di singoli che ostinatamente credono all’importanza e alla responsabilità del loro lavoro. Mi sento in buona compagnia. Siamo in tanti a crederci e a lavorare nel nostro piccolo con amore, passione, voglia di crescere responsabilmente con e per i bambini. Il nostro futuro.
Ho seguito con interesse e con sofferenza l’iter della vostra partecipazione al progetto Cl@ssi2.0 e, nonostante la mia scuola non abbia aderito, mi ero ripromessa per il futuro di seguirne con attenzione le proposte e gli sviluppi. A tutti voi di Garamond un grazie di cuore per continuare a lavorare e ad investire, nonostante la mancanza di interlocutori ministeriali credibili e affidabili e tutta la mia solidarietà. Questo, evidentemente, ormai, è solo uno dei versanti in cui il mondo della scuola si ritrova a combattere e ad insistere in un dialogo con il muro! Continuate - e continuiamo - a far sentire la nostra voce, anche se non allineata a quel certo sistema.
4 Febbraio 2012 at 12:04
Dobbiamo aggiornare la scuola. E’ urgente. Occorre coraggio e vista lunga per modificare lo status quo. I libri di testo sono insufficienti, incompleti e obsoleti. Le scuole nelle mani di genitori e studenti arroganti, presuntuosi e maleducati. Alcuni docenti non sanno insegnare e non si aggiornano. Molti dirigenti non sanno dirigere e tormentano gli insegnanti con svilenti rimproveri burocratici. La scuola non consente di trovare lavoro.
Si fa scuola in locali fatiscenti e danneggiati.
Le scuole si trovano in luoghi rumorosi, brutti e privi di verde. La scuola è piena di sfaticati, violenti e rozzi.
La scuola è infestata da politici incompetenti e corrotti.
Salviamo la scuola se davvero ci tenete. Grazie.