La generazione dei nativi digitali
Pubblicato il 24 Novembre 2009 da Agostino Quadrino in Appunti |Ecco il filmato di una trasmissione di Current TV in cui si analizza molto bene come i figli del digitale e della rete siano diversi dai loro padri, anche e soprattutto in relazione alle diverse modalità di comunicazione di apprendimento e ai riflessi di tale evoluzione sulla scuola e la formazione.
Interventi di Howard Rheingold, Paolo Ferri e Antonio Fini. La discussione sui temi proposti dal filmato è aperta.

27 Novembre 2009 at 17:51
Un contributo alla discussione: che i nostri studenti (insegno in una scuola secondaria) siano “NATIVI DIGITALI” è possibile comprenderlo da ciò che scrivono
Un collega (insegnante di italiano) ha provato a chiedere agli allievi della propria classe la descrizione (in un tema) della propria personalità.
Ebbene: senza nemmeno vantarsene (sta proprio qui la novità) si è scoperto che allievi carenti nelle discipline “classiche” (matematica…) poi, nella vita privata sono amministratori di siti, moderatori di forum (magari sulle piante grasse o su un interesse coltivato nel tempo libero) e, tutto questo, senza “vantarsene” in quanto è scontato (”di che cosa vantarsi, se in fondo è questo il mondo?” probabilmente è questo il loro pensiero..
28 Novembre 2009 at 00:57
Non posso altro che essere lieto nel vedere trattare in modo così chiaro una materia che mi è stata cara fin da tempi, come si suol dire, “non sospetti”, ovvero quando il digitale sembrava una stranezza nella scuola e in particolare nella scuola primaria.
Esiste effettivamente un salto generazionale ed, per chi come me comincia ad avere una certa età il problema è di riuscire a stare dietro a questa generazione che più che correre vola. Speriamo che cresca anche la nuova generazione di insegnanti altrettanto capaci di volare.
Giovanni Cravero
29 Novembre 2009 at 00:47
Anch’io ho fatto il liceo classico e non capivo niente di matematica e oggi “amministro” più di un sito e tengo un blog e sono autore multimediale (e chatto, sono sui social network ecc.): eppure ho più di 50 anni. Piantiamola di prendere alla lettera le metafore e cerchiamo di ascoltare un po’ di più le nuove generazioni per quello che potrebbero comunicarci davvero sulla loro vita reale. Li stiamo analfabetizzando nel consumismo più bieco: la maggioranza non sanno che cosa si può fare con un personal computer (oltre che cazzeggiare) e non hanno idea della potenza dei mezzi che hanno tra le mani.
Chiedevo a un paio di classi delle superiori: “Non vi viene in mente a nessuno di voi, oltre che girare quegli orribili video con i telefonini che mettete su YouTube, di fare magari qualcosa come un film vero?” “Ma con i nostri mezzi non possiamo!” rispondono. Alla faccia della generazione digitale!
30 Novembre 2009 at 19:03
Argomento trattato in maniera chiara.Condivido l’esortazione ad usare di più le nuove tecnologie nelle scuole per essere più vicini ai nostri alunni,alcuni dei quali ci superano ampiamente sia nell’uso che nella velocità di utilizzo della tastiera del pc o del cellulare.Io insegno matematica,scienze ed informatica in una scuola primaria ed utilizzo regolarmente il pc nella didattica,ma nella realtà in cui opero non tutti conoscono,sanno usare o possiedono un pc,per cui è un piacere per me insegnare loro a conoscere questo strumento e vedere nei loro sguardi stupore o entusiasmo per quello che si riesce a fare,vedere,apprendere non in maniera passiva interagendo con altri,magari distanti centinaia di km.L’utilizzo del software delle tabelline poi li diverte tantissimo e li stimola a memorizzarle.Ben vengano quindi le nuove tecnologie nella scuola e speriamo che anche per noi insegnanti ci siano dei corsi di formazione adeguati!