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Scuola: è possibile guardare avanti?

Giovedì, Settembre 11th, 2008

Il dibattito sulla scuola si sta svolgendo in questi giorni in un surreale e serrato confronto fra chi vuole restaurare modelli e formule di trenta, sessanta o cento anni fa e chi vuole mantenere inalterato l’esistente, senza cambiare nulla di un sistema che scontenta tutti: genitori, alunni, dirigenti, insegnanti, politici, pedagogisti e chiunque altri si interessi a vario titolo di istruzione in Italia.

In questa fiera battaglia da paese in evidente decadenza, in questo inedito dibattito fra restauratori e conservatori, sembra che nessuno si ponga più in una prospettiva che guardi al futuro: da nessuna parte si osa avanzare un progetto, un’idea di quello che si potrebbe fare per cambiare ciò che non funziona più, avendo una visione coerente con la società attuale e con i suoi possibili sviluppi di domani, considerando quanto di buono si fa fuori dal nostro cortile nazionale e quali modelli di eccellenza possono essere adottati per evitare il declino a cui sembrano doversi rassegnare le nuove generazioni, di cui oramai si occupano seriamente solo i pubblicitari…

E allora – ci siamo chiesti qui in Garamond – cosa possiamo fare noi, con le nostre modeste risorse e dal nostro punto di osservazione e azione?

Possiamo lanciare una proposta. Eccola.

Riguarda i libri di testo, o meglio, gli strumenti e i contenuti dello studio scolastico. Noi pensiamo infatti che siano maturi i tempi per un cambiamento di sistema. I più pronti a tale cambiamento sono sicuramente i ragazzi, quotidianamente immersi in un continuo flusso di comunicazioni digitali di cui sono fruitori e autori in mille modi diversi.

La proposta consiste nell’introdurre l’adozione di contenuti digitali come “libri di testo”, sotto forma di E-Book, Podcast, Learning Object, Giochi interattivi, Video ecc.

Non solo: nella nostra ipotesi i contenuti didattici digitali potrebbero anche essere gratuiti per insegnanti e studenti, quindi non comportare nessuna spesa per le famiglie, e nel contempo salvaguardare il diritto alla giusta remunerazione del lavoro di autori ed editori, o almeno quelli capaci di abbandonare battaglie di retroguardia e ripensare il proprio ruolo nella società digitale.

Il modello economico nel dettaglio è proposto nel sito di Garamond, e qui è aperta la discussione per tutti coloro che volessero commentare la nostra iniziativa, che comunque intendiamo sottoporre presto all’attenzione di istituzioni, associazioni e organismi rappresentativi delle diverse parti in causa.

Naturalmente, tanto maggiore sarà il consenso che eventualmente fossimo in grado di raccogliere, tanto più la proposta potrebbe assumere un peso tale da poter diventare oggetto di attenzione ai livelli di decisione che contano, indipendentemente da schieramenti, pregiudizi e interessi corporativi.

Se dunque l’ipotesi risultasse valida per i nostri utenti, potremmo partire con una raccolta di firme (per ora è possibile aderire online) e ogni altra iniziativa che fosse utile ad affermare una linea di rinnovamento forte e sostenibile di cui molti di noi sentono il bisogno come insegnanti, come genitori e anche semplicemente come cittadini.