Degrado all’istruzione, per legge
Pubblicato il 9 Gennaio 2008 da Agostino Quadrino in Appunti |L’idea che in Italia si ha della scuola, della cultura, della formazione e della rete e’ stata recentemente ben espressa da un disegno di legge approvato dalla Commissione “Cultura, Scienza e Istruzione” della Camera alla vigilia di Natale.
I deputati Pietro Folena (presidente della Commissione) e Wladimiro Guadagno (noto come Vladimir Luxuria) di Rifondazione Comunista, insieme ad altri illuminati legislatori, hanno presentato un emendamento al primo comma della legge sul diritto d’autore che prevede che in rete si possano pubblicare liberamente immagini o musiche per uso didattico, a condizione che siano “a bassa risoluzione o degradate” (sic!).
A chi possa portare benefici questa geniale trovata, già molto discussa in rete, che introduce un regime deteriore riservato alle pubblicazioni in rete rispetto a quanto gia’ previsto per il libero uso didattico di immagini e musiche, e’ facile immaginarlo: l’industria tradizionale dei contenuti avra’ di che congratularsi con questi rifondatori del comunismo cosi’ sensibili alla protezione della proprietà privata.
Ma quello che più sconcerta e’ l’uso del termine “degradato”: alla scuola, alla ricerca e alla formazione in Italia si riserva solo ed esclusivamente l’uso di materiali degradati, oramai anche per legge (!!)
Se il discorso fosse serio, ci si potrebbe soffermare utilmente a considerare come si possa svolgere seriamente una lezione di storia dell’arte, di musica o di biologia lavorando su immagini o suoni “degradati” e su quale tipo di messaggio implicito si veicola ai giovani se il sistema istruzione viene ridotto ad operare con questo genere di strumenti.
Ma forse il discorso non è così serio, visto che lo stesso presidente Folena dal suo blog ci fa sapere che si considera artefice di una piccola ma “comunque importante isola di libertà”: in un tempo in cui la politica la fanno i comici, ai politici non resta che provare a far ridere, come rilevano alcuni commenti prevedibilissimi sul blog dell’onorevole.
Ci provano ma non ci riescono, perche’ guardando alla sostanza del problema e alle condizioni della scuola italiana e del sistema di istruzione nel suo complesso - considerando a chi sta in mano - verrebbe magari da piangere.
Alcuni politici non hanno apprezzato l’uso del termine “declino” da parte di qualche osservatore straniero per descrivere la situazione italiana: hanno ragione, il termine giusto è “degrado”.

9 Gennaio 2008 at 23:08
Ciao, mi pare che su questo tema si sia sollevato un polverone esagerato. Siamo d’accordo sul fatto che quando si parla della rete il legislatore italiano non ne azzecchi una, ma in questo caso l’intervento non mi pare peggiorativo.
Anche se sarebbe stato opportuno chiarire cosa significhi “degradare” un’immagine o un brano musicale (cosa che è demandata ad una trattativa successiva), mi sembra che con questo intervento i siti didattici possano almeno essere al riparo da eventuali azioni della SIAE. In fondo si chiede di non riprodurre immagini in altissima risoluzione, quindi praticamente possiamo usare tutte le immagini che vogliamo (purché ciò non sia fatto a scopo di lucro).
O mi sbaglio?
10 Gennaio 2008 at 18:07
Concordo con AQ
dalla lettera della norma , a me pare di capire che alla trattazione successiva sia rinviata la definizione dei limiti all’uso didattico o enciclopedico (non del termine “degradato”).che dunque debbono ancora essere definiti ma che non sono stati affatto rimossi.. peraltro tra altissima risoluzione e “degradato” ci corre una grande differenza … stiamo a vedere, come al solito (limbo che è peggio di un divieto a mio avviso)
10 Gennaio 2008 at 18:12
Mi sembra strano, perchè la politica di Rifondazione Comunista sulle pubblicazioni sul web è a favore della rimozione dei brevetti.
Chiediamo chiarimenti, perchè se l’intervento dei due parlamentari è veramente peggiorativo chiedo la sospensione dal partito.
17 Febbraio 2008 at 08:54
Difatti ragazzi, per una volta non fate troppo i professori e non state troppo a perderVi e a sottilizzarVi sui termini.
La polemica non avrebbe neanche ragione di esistere e anzi sarebbe stata salutata come una manna dal cielo se solo si fosse andati un po’ piu’ in là del mero termine “degradato” , cercando invece di capire cosa veramente significa.
Vi faccio un esempio: in genere un file mp3 di ottima qualità è a 192 kbps.- Un ottimo compromesso tra qualità e dimensioni finali del file sarebbe un file a 128 kbps.
Ma vi posso assicurare che se quel file lo codifico a 20 kbps resta ancora un ottimo file… ed è sicuramente degradato!
Lo stesso discorso vale per le immagini. Inutile sfruttare jpeg dalle risoluzioni altissime e dalle dimensioni enormi. Con un semplice programma di fotoritocco, magari gratutio, basta ridurre le dimensioni e il file dimagrisce senza colpo ferire sulla qualità finale.
Quando l’emendamento della legge usa il termine degradato “tout court” , senza parametri, vuol dire che chi l’ha ideato e proposto sapeva esattamente quello che stava facendo e male ha fatto chi ha iniziato la querelle con la sua levata di scudi tutta improntata a sottilizzarsi sul termine “degradato”
17 Marzo 2010 at 11:06
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