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Quando il TG1 parla di internet e scuola

Venerdì, Febbraio 16th, 2007

Ci occupiamo di nuovo del TG1 che nell’edizione delle 20 di ieri 15 febbraio 2007 ha dato un’ennesima inaccettabile visione del mondo della scuola, che penso sia doveroso denunciare pubblicamente da parte di chi crede nella scuola e nella funzione sociale dell’educazione e pensa sia dovuto un minimo rispetto per la categoria degli insegnanti, soprattutto da parte del servizio pubblico.

Per coloro che si fossero “persi” la vera perla del servizio su “La scuola su internet”, lanciato così da David Sassoli, firmato da Elisabetta Mirarchi mandato in onda nella fascia di maggior ascolto dal telegiornale nazionale diretto da Gianni Riotta, è possibile rivedere l’incredibile filmato su YouTube.

In sostanza, il servizio pubblico ha inteso dare un’idea di come “i professori finiscono in rete” mandando in onda alcune volgari immagini registrate da studenti sui cellulari e pubblicate su YouTube, che ridicolizzano l’intera categoria dei docenti, rappresentando alcuni episodi assai poco dignitosi. La giornalista autrice del servizio si compiaceva di commentare le deprimenti immagini con espressioni come “… tra le risate generali, ecco l’impacciato professore vestito da musulmano, … quello che tira fuori a calci uno studente dall’armadio, … che canta, … che dorme, … che telefona, … cade dalla sedia, che perde le staffe, … assiste impotente allo streap tease dei suoi alunni…”.

Ecco dunque come il TG1 tratta il tema dei rapporti fra internet e la scuola, soprattutto dei professori che vanno in rete…

Cari amici, il nostro lavoro in rete che da anni si concentra sui temi dell’innovazione e della sperimentazione didattica, tutto quello che migliaia di colleghi fanno quotidianamente sia in classe sia online con i loro ragazzi, con passione, dedizione e competenza non conta nulla per i nostri vati dell’informazione di stato: per andare in onda sul TG1 devi fare il buffone, farti cogliere appisolato o abbigliato come una velina. Allora stiamo certi che il TG1 ci dedicherà un bel servizio che a 10 milioni di persone (che non sanno nemmeno cosa sia YouTube) dà un’idea della scuola e dei docenti di cui non possiamo non indignarci perché falsa e non dignitosa, nemmeno se quello che rappresenta fosse espressione del 90% del reale corpo docente e non dello zero virgola.

Chiudo con alcune righe colte proprio oggi nel blog di “Fahrenheit“, splendida trasmissione di Radio 3 condotta da Marino Sinibaldi (quando vuole, il servizio pubblico sa svolgere molto bene la sua funzione), scritte da un collega:

“P.S. Sulla scuola: certi discorsi può farli solo chi ne sta fuori. La realtà (e i problemi veri) sono altri. (…)
Prendeteci ancora, per anni, ogni giorno, a pesci in faccia, che fa benissimo allo spirito con cui affronteremo il nostro lavoro.
Sputtanate sistematicamente chi sta in trincea, letteralmente, ad ogni ora di lezione (…), screditate ulteriormente la classe docente, continuate a sottopagarla - e voi, sindacati, ad appiattirla nella più grigia ed ebete delle uniformità: il merito, nella scuola, conta zero - si continui così… I vostri figli avranno docenti motivatissimi!”

(Luca)